In questo sito trovi informazioni e indicazioni particolari sulle cure naturali per ogni malattia. Ma non dimenticare di leggere anche l'introduzione. Alcuni disturbi sono collegati tra loro. Segui i link Argomenti del sito per avere un quadro completo della situazione.


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6a CHIAVE: SMETTERE DI AVER PAURA DI CAMBIARE

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(com'è che ho ormai capito tutto, ma in realtà me la faccio sotto dalla paura alla sola idea di cambiare veramente la mia vita?)

Non stiamo qui a vedere com'è successo. Fatto sta che la vita sembra spesso una pasta riscaldata condita col caprino marcio. E fin da piccolo nessuno mi capiva. Mi hanno separato alla nascita da mia mamma: per tre ore mi sono sentito orfano e anche lei non stava tanto bene. Ci sono stati dei giovedì che mi sono sentito proprio di merda. Mi pareva che un'organizzazione internazionale di aerofagi si fosse data appuntamento in casa mia per fare un concorso di peti col fischio. Dei giovedì da incubo: lei mi aveva lasciato, e i componenti di un reparto di polizia di Padova provavano su di me una partita di nuovi manganelli che dovevano collaudare alla svelta. E tutte queste esperienze mi hanno un po' scioccato.
È giusto e utile rendersi conto delle origini del nostro disagio, ma è anche inutile dedicare i prossimi vent'anni a piangere e ad autopunirsi finanziando l'acquisto della villa al mare del nostro psicanalista. C'è però una questione prettamente psicologica che non possiamo non affrontare. Anche dopo aver assimilato le 5 chiavi che ti ho proposto, ti troverai davanti un ostacolo apparentemente insormontabile. Un freno. Qualche cosa che dentro di te si oppone all'ascolto, al lasciarsi andare e dice fermamente:
«Non voglio cambiare!»
Bisogna riconoscere questa volontà. Non combatterla, ma capirla e soddisfarne le aspirazioni. Non ha senso scatenare una guerra interiore contro se stessi. Bisogna imparare ad amarsi e a capirsi. Quello che ci spaventa è che, dopo i primi semplici passi, la coscienza diversa di noi stessi ci porta a sentire in modo più vivo e potente le nostre emozioni.
La delusione o la gioia, l'ansia o la soddisfazione sono più forti, le sentiamo con più nitidezza proprio perché abbiamo aperto il canale dell'ascolto di noi stessi.
Nell'infanzia eravamo capaci di vere e proprie tempeste emotive. Ci sconquassavano. E spesso erano collegate ai rimproveri e alla disciplina incomprensibile che veniva imposta a noi animaletti. Scariche di aggressività e ribellione che finivano per rivolgersi contro i genitori e gli adulti. Scatti che provocavano riprovazione, sgridate e rifiuti. Non c'è nulla di più grave per un bimbo del non sentirsi più in sintonia con il papà e la mamma. È un allontanamento che il suo cervello inconscio vive in modo drammatico. Per questo abbiamo imparato a mettere le emozioni sotto vetro e, appena le sentiamo venir fuori, ci prende il panico.
Abbiamo il terrore di non saper controllare queste scariche emotive.
In quei momenti d'ira o di pianto ci sembrava di essere posseduti da un demone, il corpo si contraeva, arrossiva, avvampava, tremava senza che la nostra volontà di bambini potesse controllarlo. Non siamo più bambini, possiamo tranquillamente ascoltare le nostre emozioni senza lasciarci andare necessariamente a comportamenti asociali.
Quindi, la prossima volta che sentirete partire il freno della paura delle emozioni, tranquillizzatevi: potete ascoltare la tempesta di sensazioni che si abbatterrà su di voi senza rimanerne sopraffatti.
La potenza della possessione emotiva è fisiologicamente impressionante, ma non ti farà male. Anzi è benefica. Piangere, ridere, fremere, sentire il cuore che ti balza in petto o il latte alle ginocchia, sono esperienze vivificanti che fluidificano le energie e liberano dalle contrazioni profonde. Respira e goditele.

7a CHIAVE: UNIRSI AL MIRACOLO DELL'APPARTENENZA COSMICA

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Detto così potrà apparirvi una banalità. Ma è una banalità essenziale. Facciamo parte di questo mondo in modo inscindibile. Non c'è alternativa. Siamo in questo universo e ci resteremo per tutta la vita. La solitudine È un modo di dire. Siamo ammassati a miliardi in ogni metro quadrato. Noi e i 5 miliardi di microrganismi che ci considerano la loro calda megalopoli. Tanti grandi filosofi hanno spiegato che percepire questa appartenenza cosmica è il piacere più sublime del vivere. L'illuminazione, il nirvana, lo stato di grazia, il satori, non sono altro che un modo di percepire se stessi come una scintilla del mondo.
Percepire l'unità tra sé e il resto è una sensazione fisica udibile concretamente. In realtà, tutti abbiamo sperimentato questo stato di estasi almeno qualche volta. Svegliandoci da un bel sogno, sentendo l'amore che sboccia, trovando la soluzione di un problema. Oppure abbandonandoci a una risata travolgente. Qualche cosa del genere possiamo sperimentarlo in un rapporto sessuale, ed è il modo più semplice di accedere a un tale stato di coscienza.

LA PENETRAZIONE MORBIDA

Si tratta di far l'amore in modo completamente diverso.
1 • Non avere lo scopo di fare bella figura.
2 • Entrambi i partner hanno voglia di fare un esperimento buffo.
3 • Si respira profondamente e si fa tutto molto lentamente (e si può anche stare fermi che è meglio).
4• Dopo essersi massaggiati reciprocamente per un po' in modo lento e delicato ci si mette nella posizione della forbice.
Si infila il sesso. Se non è eretto, tanto meglio. Lubrificate le parti interessate (anche con la saliva), e fatelo scivolare dentro aiutandovi con le dita, usando la famosa tecnica "strizza il tubetto del dentifricio". Non è facile, ma se riuscite a guidare un'auto in centro nell'ora di punta, potete riuscire anche in questo.
5 • La posizione della forbice permetterà al pene di restare inserito anche non eretto. Trovata la posizione giusta perché ciò accada (e lui resti dove deve restare), approfittatene per non fare nient'altro. Immobili. Ascoltate soltanto il vostro respiro. Rilassate il basso ventre, la zona del pube e dell'ano.

Lascia che il tuo respiro arrivi fino a lì

SCOPARE SENZA SCOPO
Se respirando non riesci a rilassare completamente la zona genitale, prova con l'esercizio del palloncino pieno d'acqua (vedi "Terza chiave"). Rilassando questa zona si aumenta la capacità di provare piacere. Se sei femmina dovresti poi provare a contrarre i muscoli vaginali. Inizia facendo il movimento che utilizzi per bloccare la pipì. Poi prova a trovare altri movimenti.
6 • L'importante comunque è restare in questa posizione di calma per 35 minuti (non importa se sei già venuto dopo 35 secondi. Stai fermo lì).

FARLO AL RALLENTATORE
Dopo 35 minuti circa si verifica una reazione fisiologica. Le onde cerebrali si omogeneizzano, diventano simili. È un fenomeno reale misurabile con opportuni strumenti. Provoca un diffuso senso di piacere e di appagamento, e un morbido calore in una zona, grande quanto una mela, situata sotto l'ombelico. Goditi questo stato di grazia. Stai sperimentando un "orgasmo di valle". Poi puoi concludere il rapporto sessuale con un orgasmo normale, ma puoi anche addormentarti, così e gusterete un pieno e profondo appagamento (e, se sei maschio e non sei venuto, non sperimenterai la tipica sensazione di gonfiore ai testicoli anche se non sei venuto).

La meditazione dev'essere passiva
Un altro modo di percepire questa dimensione che supera i confini dell'individuo è la meditazione passiva. Consiste nel mettersi comodi (sbadigliare, sorridere, ecc.), non fare nulla, non opporsi ai pensieri, ma neppure spendere energie nel seguirli. I pensieri arrivano, li guardi, li lasci andare, ne arrivano altri intervallati da istanti di distrazione o di semplice ascolto di sensazioni. La cosa più importante è distrarsi. In quegli attimi, mentre la mente razionale si spegne, le nostre energie, non più impegnate nel pensiero verbale, sono libere di ristorare il corpo. Le tensioni si allentano, circola più ossigeno, i recettori del piacere si aprono e la nostra mente inconscia percepisce di partecipare a qualche cosa di più vasto del corpo fisico.
Se la meditazione passiva statica non ti riesce, prova la meditazione passiva dinamica. È facilissima.
Se hai difficoltà a rilassarti e a lasciarti andare, prova a correre fino a sentirti stanco. Poi lasciati crollare a terra. Per recuperare le energie, il corpo spegnerà la mente razionale e tu potrai veleggiare verso sensibilità più sottili.
Ora che possiedi queste sette chiavi, hai fatto un grande passo verso il tuo benessere. Hai molte più probabilità di far parte di quel 33% di persone che guariscono da tutte le malattie e che, quando muoiono, la gente dice:

«Incredibile!
L'ho visto ieri.
Stava così bene!»

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