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Alcune
malattie guariscono da sole. Perché curare un'influenza?
Che senso ha abbassare la febbre? La febbre è la cura che
il corpo ha scelto. Serve per uccidere i batteri. Il corpo ha fatto
un sacco di fatica per provocare la febbre e tu bestia, pigli l'aspirina!
Prendere medicinali ha senso solo se sopravvengono complicazioni
gravi, o se il paziente ha meno di 3 anni, o più di 80, o
è già gravemente debilitato. In questi casi, l'influenza
e la febbre oltre i 38° può essere pericolosa (ed è
meglio consultare il medico).
Discorso
sui farmaci
L'aspirina
non cura l'influenza. Abbassa la febbre e attenua i sintomi. Ma
se attenui anche i sintomi dell'influenza, come fa il tuo corpo
a capire che cosa ha? Pigliare l'aspirina è un insulto alle
tue capacità di autocura. Certo, se uno soffre in modo insopportabile,
è giusto che prenda antidolorifici. Ma l'influenza non dà
sintomi così terribili. Certo, magari sei costretto ad andare
lo stesso al lavoro, oppure non sopporti neppure l'idea di avere
un piccolo malanno... ma se pigli l'aspirina non agisci in modo
sensato. Tra l'altro, ancor oggi, nessuno sa percheccavolo l'aspirina
funzioni, e come funzioni realmente. Lo so che pare incredibile,
ma è così. Questo mistero sui reali meccanismi attivati
dai principali farmaci dovrebbe consigliare tutti a usarli con molta
parsimonia.
Le
medicine vanno prese solo se c'è pericolo.
Sennò
ci si può curare con metodi non aggressivi. Ad esempio, un
bel bicchiere di latte caldo con il miele e il cognac, o seppellirsi
sotto le coperte per sudare, sono rimedi che valorizzano lo sforzo
del corpo nel combattere l'influenza. Oppure potete scegliere il
metodo macrobiotico: riso integrale biologico bollito, poco sale
e poco olio e qualche spicchio d'aglio. I raffinati che amano le
erbe possono consumare propoli e pastiglie d'aglio deodorato. I
duri, uno spicchio d'aglio sbucciato unto d'olio d'oliva a mo' di
supposta. L'influenza durerà comunque quei 3 o 4 giorni.
Ci si cura più che altro per rassicurarsi e alleviare i sintomi,
ma in realtà tutti questi sistemi fanno poco. Né più
né meno dell'aspirina, o degli antibiotici.
Gli
antibiotici vanno presi con le pinze.
L'influenza
è provocata da un virus, gli antibiotici uccidono i batteri.
I virus non sono batteri. Checcavolo serve prendere gli antibiotici?
A niente. È utile solo nel caso ci sia il rischio di complicazioni
gravi (polmonite, ecc.). Cioè nel caso che l'indebolimento,
causato dalla malattia, permetta lo sviluppo di gravi infezioni
batteriche. Ormai anche gli organismi medici internazionali si sono
accorti del rischio enorme provocato dall'uso indiscriminato degli
antibiotici. Infatti, ogni strage di batteri comporta un passo avanti
nella selezione genetica di questi microrganismi, che stanno diventando
sempre più immuni agli antibiotici. Insomma, nel vano tentativo
di evitare qualche giorno di malessere, stiamo selezionando nuove
razze di batteri antibioticoresistenti e muniti di laser incorporato.
Diventeranno alti due metri, mangeranno piombo e cagheranno tempesta.
Saremo noi i loro virus e ci massacreranno a martellate.
Non
mitizziamo la medicina
il nostro corpo
è
ancora il medico migliore
Ci
sono molte idee sbagliate intorno alla medicina (a tutti i tipi
di medicina). I medici sono meno bravi di quel che vorrebbero farci
credere. È opinione diffusa che sia stata la medicina moderna
a elevare così tanto il livello di sopravvivenza e longevità.
Questo è falso.
La
grande riduzione della mortalità in Europa e Nord America
è avvenuta prima che le medicine moderne arrivassero alle
popolazioni. Fu provocata non dall'abilità dei medici, ma
dall'aumento della quantità di cibo, dall'arrivo dell'acqua
corrente dalle fognature, dai servizi di nettezza urbana, dall'uso
dei disinfettanti, degli insetticidi e del sapone, dal miglioramento
generale delle condizioni igieniche, dovuto alla maggior ricchezza
e alla scolarizzazione di massa. La penicillina, il primo antibiotico,
inventato nel 1936, arrivò sul mercato soltanto negli anni
'40.
Ancor
oggi dobbiamo la crescente longevità alla qualità
dei cibi, al riscaldamento delle case, alla disponibilità
di vestiti, alla migliore situazione dei posti di lavoro, alla progressiva
razionalizzazione dell'alimentazione e alla crescita della cultura
della salute fisica più che alle medicine. E ovviamente sono
convinto che l'enorme proliferare di spettacoli comici e la crescita
della cultura del ridere abbia dato un notevole contributo alla
salute dei popoli. Oggi circa il 50% degli spettacoli (film e tv)
e dei libri "consumati" sono comici. Le opere ridicole
sono in testa a tutte le classifiche. Basta andare a vedere a che
livello stavano agli inizi del 1900 per capire quanta strada sia
stata fatta. Raccontavano delle barzellette che non si sa come potessero
far ridere! D'altra parte, bisogna osservare che i benefici delle
medicine sono stati in parte vanificati da un consumo esagerato
di pillole e iniezioni che spesso provocano effetti collaterali
pessimi. Lo stesso vale per i ricoveri ospedalieri, che statisticamente
generano una certa percentuale di malattie contratte proprio in
ospedale.
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