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Noi
abbiamo una risorsa eccezionale di cui non sappiamo niente: il nostro
cervello irrazionale. Si tratta di un circuito mentale che lavora
a grande velocità e controlla particolari fasce muscolari:
la "muscolatura profonda".
Ecco il primo esperimento: ti farà capire immediatamente
come funzionano questi muscoli.
Il tuo braccio si muove da solo
Appoggia il dorso di una mano contro un mobile o a un muro. Inizia
a spingere con forza il braccio come se volessi spostare l'ostacolo.
Continua per un minuto. Poi spostati dall'ostacolo e rilassa il
braccio.
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È
una cosa
che
succede
al
di fuori della
tua
volontà!
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Incredibile
ma vero, il braccio si alza da solo come per magia. È strano
vedere il braccio muoversi senza che il cervello lo stia coscientemente
ordinando. Mentre succede senti una strana sensazione di fresca
leggerezza (ascoltala, vedremo poi perché).
Non
senti che i muscoli lavorano perché i muscoli profondi agiscono
fuori dal controllo del cervello razionale.
Perché
succede?
Mentre spingevi la mano contro l'ostacolo, i muscoli volontari superficiali
(comandati dal cervello razionale), si sono stancati rapidamente.
Questa stanchezza è stata segnalata al cervello inconscio
che ha attivato la muscolatura di sua competenza (la muscolatura
profonda), che serve tra l'altro per sostenere i muscoli volontari
quando questi sono stanchi. Quando alla fine dello sforzo hai rilassato
i muscoli del braccio, l'ordine, espresso dal cervello razionale,
non ha raggiunto il cervello inconscio e quindi non è stato
ritrasmesso alla muscolatura profonda, che perciò non ha
ricevuto l'ordine di smettere di spingere. Così, mentre tu
credi di aver cessato lo sforzo, il braccio si alza da solo.
Non siamo in grado di sentire consciamente la fatica fatta dai muscoli
profondi proprio perché il segnale che essi emettono lavorando
si ferma al cervello inconscio. Quindi la mente razionale non sente
il lavoro della muscolatura "irrazionale".
Questa muscolatura la usiamo comunemente, ad esempio, andando in
bicicletta, quando, pur facendo sempre lo stesso movimento, non
sentiamo più lo sforzo. La utilizziamo anche nei momenti di paura,
quando le adrenaline liberano tutto questo tipo di potenza muscolare.
A volte invece tale processo si inceppa: mentre un'auto ci sta venendo
addosso, può succedere che non riusciamo a disattivare il
cervello razionale e a far partire quello irrazionale. Così
ci troviamo a essere perfettamente coscienti che l'auto ci sta venendo
addosso, ma siamo incapaci di muovere un passo. E intanto annotiamo
diligentemente, fra noi e noi:
"Ecco, l'auto mi sta venendo addosso. Non riesco a muovermi,
l'auto si avvicina, mi spiaccicherà, mi farà malissimo!
Finirò all'ospedale. Ahi che male, cazzo!". È
quel che si dice farsi prendere dal panico.
Come
raddoppiare la tua forza in un istante
Non sarebbe meglio imparare a usare questi muscoli inconsci? È
facilissimo, perché è naturale saperli usare. Innanzi
tutto respira profondamente. Poi ripeti quattro o cinque volte l'esperimento
del braccio che si alza da solo. Respira profondamente e assaporando
questa strana leggerezza sentirai, per frazioni di secondo, anche
una lieve freschezza. è una sensazione molto lieve ma concreta.
Ascoltala, identificala, "fotografala" (per così
dire).
Ora devi provare a fare una sciocchezza. Immagina di sentire questa
sensazione fresca nelle braccia mentre sollevi un peso. Pensa solo
a questo e a sollevare il peso, non contrarre le braccia (è
un evidente controsenso).
Uno si sente idiota a farlo, ma se provi ci riesci. Devi fingere
di provare quella sensazione lieve come te la ricordi. Sentirai
pochissima fatica, non sentirai lo sforzo. Ripetendo l'esercizio
due o tre volte al giorno per una settimana, ripristinerai la possibilità
di controllare volontariamente la muscolatura profonda. Potrai attivarla
in un istante a tuo piacimento, basterà ordinare ai muscoli
di rilassarsi e diventare freschi mentre stai compiendo uno sforzo.
È come se tu comunicassi con il tuo cervello inconscio "di
rimbalzo", riproducendo nella mente razionale la sensazione
che accompagna il risultato che vuoi ottenere.
La muscolatura profonda provoca freschezza, pensando alla freschezza
provoco l'attivarsi della muscolatura profonda.
Sorprendente, vero? Ma c'è ben altro!
Moltiplica per 4 la velocità dei tuoi riflessi usando le
tue reazioni istintive. Questa è una tecnica che ti permetterà
di vincere un mucchio di soldi scommettendo col solito cugino o
zio che crede di saper fare tutto (ce n'è uno in ogni famiglia).
Si fa con una banconota da 1000 lire ma puoi usare anche banconote
da 10.000, 50.000 o 100.000, a seconda delle possibilità.
Uno tiene la banconota e l'altro deve stare con il pollice e l'indice
distanti un centimetro dalla banconota. Quando chi ha la banconota
la lascia cadere, l'altro la deve prendere chiudendo le dita, senza
spostare la mano verso il basso.
| Sei
capace di prendere la banconota al volo? |
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Per
riuscirci non devi pensare!
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Sembra
facile ma è difficilissimo, prova a farlo e verifica di persona.
In realtà il problema è che ci si impegna troppo nel
fare attenzione a quando l'avversario lascia cadere la banconota.
Così si fa lavorare il cervello razionale che verbalizza
tutto e quindi è lentissimo. Se vuoi, puoi moltiplicare per
5 la velocità dei tuoi riflessi. Anche in questo caso, si
tratta soltanto di attivare la mente inconscia e la muscolatura
profonda (che quando vuole è fulminea). Come si fa? Anche
qui useremo un trucco. Bisogna pensare, come al solito, una cosa
assurda... cioè bisogna pensare di avere già preso
la banconota. Non devi pensare ad altro. Non ordinare alle dita
di afferrare i soldi. Fai finta di averli già presi. Immagina
le tue dita che stringono già la banconota, il contatto dei
polpastrelli sulla carta. Vedrai che dopo uno po' ci riuscirai acquistando
una velocità sorprendente. Arriverai a prendere la banconota
lasciandola cadere solo per 2 cm. Per riuscire non devi pensare.
Come funziona
Sembra strano che le dita si chiudano automaticamente, ma non lo
è poi tanto. Ritorniamo all'esempio già fatto. Se
un'auto ti sta investendo, non ti metti a pensare che devi muovere
prima la gamba destra o quella sinistra. Altrimenti l'auto ti stritola.
La paura che ti prende quando il mezzo sta per travolgerti modifica
il normale modo di funzionare del tuo cervello. Non pensi più
a cosa devi fare ma a dove spostarti per salvare la
pelle. Cioè la tua attenzione si sposta sull'obiettivo che
vuoi raggiungere. Come raggiungerlo è un compito che viene
trasferito naturalmente dal cervello razionale a quello istintivo.
Se ti è capitato di salvarti da un pericolo attraverso un'azione
rapida, avrai notato dopo che ti ricordi solo il momento precedente
e quello successivo all'azione. Il momento dell'azione non l'hai
registrato. Proprio perché il tuo cervello razionale, durante
l'azione, era disattivato e perciò non ha potuto registrare
gli avvenimenti.
Le dita si chiuderanno, se tu lo desideri, automaticamente. La
difficoltà sta nel crederci!
Soltanto
quando il tuo cervello è spento ottieni il massimo della
velocità del tuo corpo.
Perché puoi avere difficoltà a prendere le mille lire
al volo?
Comunemente usiamo il nostro cervello razionale per comandare le
azioni. Tu guardi le 1000 lire. Le 1000 lire iniziano a cadere.
Il tuo cervello identifica quello che succede. Ordina alle dita
di chiudersi. Le dita si chiudono. Tutto questo procedimento è
troppo lento. Infatti la banconota cade, per questo bisogna agire
usando i riflessi istintivi. Siamo troppo abituati a pensare che
si dominano tutti i movimenti e che nulla può accadere fuori
dal nostro controllo razionale. Ma, come si è visto, non
è così.
Ripeti questo esercizio fino a che non arrivi a prendere al volo
la banconota. Se non ti riesce di pensare che l'hai già presa
prova semplicemente a rilassarti e insisti con i tentativi. Prima
o poi riuscirai. Quando finalmente sarai riuscito, continua ancora.
Cerca di "fotografare" la sensazione che hai nel cervello
mentre acchiappi le 1000 lire e prova a riprodurla. Usa questo sistema
quando ti lanciano un paio di chiavi o ti cade un bicchiere. Dopo
i primi tentativi riusciti, vedrai che diventa facilissimo. Esercitati
per qualche giorno e, quando ti capita, usa lo stesso sistema (pensare
di esserci già riuscito). Oppure usalo mentre giochi a freccette,
a tennis o a pallavolo. Anche in questo caso, nel tempo, assisterai
a una mutazione.
Via via ti viene spontaneo usare questa tecnica per prendere un
oggetto al volo o per mirare. Gli arcieri giapponesi lo impiegano
da secoli. Mirano immaginando che la freccia abbia già
colpito il bersaglio, o immaginando la freccia conficcata nel
centro, oppure pensando di essere tutt'uno con la freccia e il paglione.
È solo un trucco attraverso il quale si attiva la mente inconscia.
È lei a prendere la mira. Questa capacità non ha niente
a che vedere con "i poteri della mente" che spingono la
freccia... Infatti il cervello inconscio è in grado di mirare
solo dopo che ha imparato tutto sulla traiettoria della freccia
e questo avviene solo dopo centinaia di ore passate a scagliare
frecce con l'arco.
Non è un miracolo, è solo una tecnica elementare per
sviluppare appieno le nostre potenzialità. Però funziona
talmente bene che ormai anche gli arcieri occidentali che praticano
il tiro rapido la utilizzano. Seguendo questo metodo ti accorgerai
di essere in grado di riafferrare al volo gli oggetti che ti cadono
di mano senza neppure averlo deciso. Ciò accade quando si
è concluso il processo di riattivazione dei circuiti inconsci
della muscolatura profonda e dei riflessi istintivi. Perché
accada, ripeto, non occorrono mesi di noiosa pratica quotidiana.
Basta ripetere l'esperimento per alcuni giorni per fissare l'esperienza
e ricordarsi poi, quando serve, di usare questi circuiti.
Il processo di perfezionamento è automatico. Infatti non
si tratta di imparare qualche cosa di nuovo o di creare nuove capacità
ma soltanto di riattivare un sistema operativo naturale che ci siamo
dimenticati di usare.
È come per i neonati, se li butti in acqua subito appena
nati nuotano ma se non hanno più occasione di farlo, in seguito
non ne sono più capaci. Solo quando si è imparato
a stare a galla ridiventa istintivo muoversi nel modo giusto (ovviamente
imparare a nuotare "con stile" richiede l'apprendimento
di una particolare tecnica, ma questo è un altro paio di
maniche).
Il discorso sulla riscoperta dei processi naturali è molto
importante ed è centrale per spiegare meglio perché
il cambiamento rapido è possibile, proprio seguendo questa
politica dei piccoli passi che propongo. Se ti è stato possibile
sollevare una valigia senza sforzo e prendere la banconota al volo,
hai già ottenuto un cambiamento profondo del tuo modo di
essere. La soddisfazione del risultato raggiunto ti ha fatto piacere
e avrai voglia di riutilizzare questi sistemi per ottenere altri
risultati positivi, che ti gratificheranno e ti motiveranno a continuare
ulteriormente a sperimentare. E questo avverrà senza sforzo,
senza doverti auto imporre una disciplina.
La soddisfazione di cambiare senza sforzo ti darà allegria
e incomincerai ad apprezzare questo tuo cervello inconscio che,
poverino, quando gli spieghi bene cosa vuoi, usando un linguaggio
che lui capisce, ti ubbidisce fedelmente, regalandoti performance
strabilianti. Così, la riscoperta di un piccolo elemento
della tua personalità diventa un piccolo cambiamento, un
modulo, un frattale che si auto riproduce. Alla fine la tua concezione
di te stesso sarà modificata.
Davanti a un problema, prima di tutto, sceglierai quale circuito
mentale utilizzare. Così come quando ti siedi davanti
al computer decidi per prima cosa quale programma usare, a seconda
del lavoro che vuoi svolgere (è ovvio che anche il cervello
razionale ha i suoi vantaggi, se devo compilare la dichiarazione
dei redditi e cerco di farlo usando la mente inconscia ottengo risultati
spaventosi). Chiedersi quale circuito usare porta inevitabilmente
a riscoprire, identificare finalmente un mondo che fa parte di noi
ma che non guardiamo mai. Avete riflettuto su quante cose facciamo
usando almeno in parte il circuito istintivo?
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Lo
stato di flusso
Se mentre balli pensi a quali movimenti fare i gesti risultano senza
grazia. Devi spegnere la mente razionale e lasciar fare all'inconscio
se vuoi muoverti con armonia. Ti è mai capitato di scrivere
qualche cosa "di getto"? Hai notato che sembra di scrivere
sotto dettatura e le parole vengono fuori soltanto un istante prima
che la penna le scriva? Da dove escono? Proprio dal cervello inconscio.
È come quando hai una parola proprio sulla punta della lingua
ma non riesci a dirla. Continui a cercarla con il cervello razionale
sforzando la volontà. Ma non ottieni nessun risultato. Trovare
le parole giuste non è un'attività razionale. È
l'inconscio che va a cercarle negli archivi della memoria. Non riesci
a ricordare perché sei troppo impegnato razionalmente. Per
ritrovare la parola perduta devi distrarti. Se lo fai, il processore
inconscio riprende a lavorare correttamente e poco dopo la parola
scomparsa ti torna magicamente alla mente.
Lo stesso vale per le intuizioni che non vengono se ti sforzi
e arrivano da sole mentre ti lavi i denti o fai una passeggiata.
Costruire nella nostra mente un cassetto e metterci dentro tutte
queste attività che compiamo in uno stato "di flusso"
sposterà ulteriormente il tuo punto di vista. Identificare
questi momenti vuol dire valorizzarli, riconoscerli, averne coscienza.
Tirarli fuori da quella zona d'ombra dove stanno gli avvenimenti
che non hanno valore e ai quali non si pensa mai. Vuol dire valorizzare
risorse dimenticate. Così poi, quando non riesci a scrivere
qualche cosa o non riesci a lasciarti andare alla musica ti ricordi
che non ne sei capace perché stai usando la mente razionale
invece di lasciarti andare al "flusso". Cioè a
quello stato rilassato nel quale tutto fluisce senza sforzo, quando
razionale e irrazionale lavorano in sinergia. E sai che per raggiungere
questo stato puoi entrare in uno stato di coscienza lento.
Conscio e inconscio uniti nella lotta (la sinergia della freschezza
mentale)
Lo stato di flusso lo potrai evocare con lo stesso metodo sciocco
già usato: immaginare, prefigurare, proiettare la sensazione
di quel che vuoi ottenere. Una volta fotografata quella sensazione
la puoi rivivere a piacimento fingendo di sentirla. Comunichi
alla mente irrazionale quel che vuoi "visivamente", facendole
"sentire" il tuo desiderio. E lei ubbidisce. Respira,
rilassati e vai, dopo poco ritrovi le parole che ti sfuggivano.
Se ancora non ci riesci lascia perdere, dormi o fai dell'altro.
L'ordine l'hai dato, la tua servizievole mente inconscia ha ricevuto
il comando giusto. Abbi fiducia e vedrai che "ti ritornerà
l'ispirazione". E quando arriverà potrai abbandonarti
al suo flusso.
Tutti i grandi artisti, da che l'arte esiste, ci hanno detto mille
e mille volte che l'arte sboccia così. Sembra che si faccia
da sé. Devi aver pazienza e attendere che arrivi e poi limitarti
a farti possedere da lei. Michelangelo diceva che le statue erano
già dentro ai blocchi di marmo. Lui si limitava a farle uscire.
Ma come accade questo? L'idea è che sotto la superficie della
cose scorre l'energia che sostiene il mondo. Un'energia che, se
ascoltiamo, possiamo vedere. Essa ci guida se ci lasciamo trasportare
dalla sua armonia. Se ci fidiamo della sua armonia le permettiamo
di guidare la nostra esistenza nel modo migliore. E da chi altro
potremmo farci guidare se non dal ritmo naturale degli elementi?
Inizia a dialogare con la forza vitale, ascolta il tuo inconscio,
inizierai un viaggio diverso. Sì, questa è magia.
La magia della vita.
Ti basta renderti conto che un braccio si può alzare da solo,
e in pochi minuti ti ritrovi a ragionare sulla scintilla vitale
che puoi percepire lasciando spazio alla tua parte inconscia. Così
puoi toccare con le dita il miracolo dell'essenza del mondo.
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